IL PAZIENTE

what i like around
mercoledì, luglio 08, 2009

Zig Field FollieS ( the blade runner girl )



Qualsiasi traccia della soubrette che era stata nel passato la celebre ragazza che si era esibita per Ziegfeld follie -vestita solo con un filo di perline- e aveva attirato l' attenzione di mister Karydaki , quel giorno svanì come la memoria di un folle reduce di guerra Fino ad allora , un' ombra del fascino civettuolo del passato aveva continuato ad aleggiarle intorno uno sciame di falene attirate dal latte acido e dallo sciroppo di rose.. ( oh ! ) dolce benzina ...burn me.. light & delight ! ma ora si tra/scurava -rimaneva oscura perfino a se stessa- sul suo viso si notava la tensione di tutti gli anni passati a vivere sul filo del rasoio piccole isole di Oro/Boro talco sugli zigomi -aspro limone di rughe sulla fronte- the poor blade runner girl.. il gheriglio di una noce alla deriva .. -una perfetta attrice muta avvolta in un collo d'ermellino con un bloody mary a fior di labbra e il rimmel sbavato sulle guancie come liquore d'alkermes che cola su una papaya L' aveva gettata via come un fardello troppo pesante, una gialla zucca settembrina divorata da scarabei dorati (eppure all'epoca ci sfioravamo nelle decappottabili- con le nostre camicie bianche estive aperte sul petto - mi trovava terribilmente sensuale quando lo accarezzavo tra le scapole nude -un voul-a vent di fragoline selvatiche on Sh/ockolat) così-dopo il diluvio universale ho installato nella mia testa un piccolo schermo (scherno) e una cabina di proiezione (protezione) ci sono tre film che scorrono ininterrottamente- natural borned killer s- il raggio verde e un porno turco di cui non ricordo il titolo -ma solo il basso ventre del protagonista -una quiche di arance rosso cupo- e la bruna signora che sbatte la testa sul cuscino in dissolvenza - -la nuca madida di sudore.. come una rosa pesca ricoperta di brina la bocca piena di pistacchi croccanti il modo ipnotico in cui se lo trastulla tra le labbra un dattero succoso intinto nell'ambrosia ricoperto di sesamo e cardamono vergine MAdonna in preghiera bambolina di panna e marzapane mia Domina Master MATER Leather mia sorella e concubina prendo tutto il tempo che ci vuole e le infilo piccoli aghi sottopelle. la faccio piangere come una gattina trizzata sotto la pioggia e sento la mia temperatura da rettile salire -chicci di melograno serrati in gola - il mio corpo/feto/feticcio d'uva spina s'inerpica sui suoi seni-deliziosi Lychees i suoi capezzoli bruni -frutta caramellata l'interno delle sue cosce- come su di una croce d'alabastro -chiodi di cristallo i miei denti- sulla sua pelle d'albicocca matura- un cesto colmo di delizie per il banchetto degli dei.
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categorie: duets, horsy boy lefty woman
mercoledì, luglio 01, 2009

Un pusher , ma serio please .





Ma adesso che sono sola nella mia vuota , squallida 

e umida camera d’albergo,

ne ho il sentore. Le capto nell’aria. Negli occhi. Nell’occhio.

Sinistro . E là rimane. A metà tra occhio e naso. E lì si ferma.

Scendi troia maledetta.

Porca puttana.

Ma sempre troia.  Scendi Troia Maledetta ...

Che così non smetto mica di campare

pusher di tutta Italia.

Tagli ai polsi ? Schiaffi? Testa al muro? No.

Pensa piuttosto a cose tristi e tragedie della tua vita.

Dicono funzioni.

Mamma  morta da  sedici anni  mi manca, si ..

 gatto che s’è lanciato dall’ottavo piano, nonna  diabetica cardiopatica,

film di Charlie Chaplin,       



cugina morta a venticinque anni di cancro,  ginocchio spappolato

sei  ore di intervento chirurgico otto mesi a letto sei di riabilitazione,

padre con tumore alla prostata chemio sta perdendo capelli

dentro un squallido ospizio , il mio unico amore chiuso

in convento di clausura

lei libera dentro fra le mura io in gabbia fuori.

Potrebbe bastare. No !!!

Sono una filo/sofà e mi vien quasi da ridere. ahahaaa ...

Che l’ultima volta che dissi a una mia amica che vien da ridere ai funerali

e da piangere a vedere un film muto comico, ne nacque una furibonda lite e mi mandò a cagare. Proviamo coi sensi di colpa. Spendo troppi soldi mani tasche portafogli e culo bucati, non vado quasi mai a vedere i miei ( son morti tutti  ,

mai messo piede alla  tomba di famiglia, mi deprime a morte , ahahha  ) ...

non ne ho voglia ...

figlia unica li ho delusi

e Basta. Che sta per venirmi un attacco di panico miNimo .

Forse ci riesco con l’autostima. forse , ma l ' ho persa ...

Sono una merda, inconcludente non riesco mai a portare a termine le cose quando e se le inizio, mi faccio male mi ferisco con armi da taglio  e non è .

E con questa mi sono beccata un attacco di gastrite , minimo .

Non rimane altro che uscire e andare in cerca di un pusher. Serio.

Mica di quelli che ti vendono la roba se la vogliono fare con te e tocca piangere assieme. In continuo aumento l’uso di sostanze stupefacenti.

Cambiano le droghe ma non il loro uso

E dire che.

Volevo  semplicemente piangere.

Volevo semplicemente piangere.

Tutto Qui ...

Volevo solamente piangere ...











Lefty Featuring  CAOS

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lunedì, giugno 22, 2009

17 ani di Pompini & Solitudine .



Bella la mia bocca eh? Metodo naturale .



17 anni di pompini e solitudine . Altro che silicone. è veramente uno strano posto questo Splinder . Continui spargimenti di sangue e un educazione sparsa a piene mani... Scrivere , ma di cosa scrivere poi? pare che il mondo intero scrive . io al primo pompino che ho fatto avevo tantissima paura. che puzzasse, soprattutto. invece no, sapeva di lavanda francese. da quando avevo 17 anni faccio sesso. da quando ne avevo 20 (esattamente il giorno del mio compleanno) lo prendo anche in culo. coi pompini me la cavo, con le seghe e il rimming bene  , fish fasting, duck rooms  ?  pure !  si, dieci anni di sesso. e mi sono beccato solo le piattole, una volta. c'est la vie. c'è chi non scopa e chi non vive. Che ci vuoi fare?
" Non è un posto per me non mi importa se mi fa male voglio perdere  controllo voglio un corpo perfetto voglio un'anima perfetta voglio che tu te ne accorga quando non ci sono sei così speciale cazzo vorrei esserlo anch'io ma sono un coglione sono uno strano che cavolo ci faccio qui? " . Una volta ho sognato di fottere con Mastro Lindo il pelatone...
e un'altra c'havevo Padre Ralph giovane sul divano - in piena erezione anche se è frocio-
che mi chiedeva di vivere con lui, e io gli dicevo NO che la casa è troppo stretta ,
NO che io sono troppo stretta . dico son matta neh?
è veramente uno strano posto questo Splinder ..
i wish that  i was special..
.
from duets : me : e la cozza
di bianca neve
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categorie: biancaneve, duets
sabato, giugno 20, 2009

La trilogia del culo Tre.



La trilogia del culo Tre. BURRO...



my dearest..questo tuo post e le parole di carnefresca mi hanno fatto ricordare la prima volta che ho avuto un rapporto anale con un uomo.

era quel pittore che poi e' morto di overdose.
stavo appoggiata alla finestra di casa sua con una gonna lunga color arancio sollevata in vita e i capelli lunghi fino quasi alle ginocchia.
lui disse mettiamo un po' di burro per farlo entrare meglio -come in ultimo tango-io ero molto tesa come se li' fosse la mia verginita' gli dicevo se ti do questo di me e' come se avrai la mia anima..lui sorrideva e mi baciava il collo fece prima piano perche' io stavo tutta contratta poi mi diceva all'orecchio..stai morbida..fammi entrare..stai elastica...cosi' mi immaginavo che quella era la mia anima e non il mio culo e che si..ohhh sii..io lo volevo dentro la mia anima..e cosi' diventai morbida e lui entro' subito e io sentivo un dolore bellissimo una fusione come pensavo dovesse essere e ad ogni movimento mi sentivo strappare un po' pero' piu' mi strappavo piu' mi sentivo elastica ..me la ricordo come una cosa durata tanto tempo .. poi io gli dicevo sempre vorrei avere il cazzo per fartelo sentire cosi''..lui dipinse un quadro di noi due e della mia gonna arancio come dentro una conchiglia...ma la sua ex moglie s'e' presa tutte le sue cose quando mi portarono in questura e poi in clinica..quando l'ho trovato morto..

pero' me lo ricordo bene..
era appeso in camera sua..proprio vicino alla sua finestra.poi col mio marito di adesso e' successo solo poche volte in tanti anni.perche' con lui ho sentito solo il dolore cattivo.

non ho sentito piu' questa cosa dell'anima.

non ho sentito quell'elasticita'.

non ho sentito niente.


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martedì, giugno 16, 2009

Per me o per i lettori?

12. Per me o per i lettori?





Rimanere integri, scrivere quello che si sente

senza accontentare il lettore tipo.

In pratica scrivo solo per me.

Anzi no, scrivo per condividere.

I lettori sono ignavi, partecipi, amici, nemici,

provocatori, opportunisti.

Ognuno di loro si veste di una maschera

o testimonia la sua realtà.

Con qualcuno c'è stima reciproca, affetto.

Potrei innamorarmi o potrei odiarli.

Altri sono di passaggio.

Altri vorresti che non ci fossero.

Altri li ignori o li vorresti ignorare.

Eppure da tutti non si può prescindere.

 Se non li volessi, se non ti interessassero, scriveresti

offline su un foglio di videoscrittura.

Benvenuti, bentornati, a riscriverci, a rileggerci.

Siete essenziali ma non necessari e, sia chiaro,

non siete il padrone.

Il vostro giudizio conta.

Il narratore è dentro la storia, non può staccarsene,

 non può giudicare.

Questo lo dovete fare voi, Voi decretare se le parole

 sono piene o sono vuote. Se il giocoliere del linguaggio

è un saltimbanco o un'illusionista.

 O, se prima di scivolare in basso, apparteneva

a una nobile stirpe di magici circensi.

E non lo farete con il complimento vuoto

ma con il commento puntuale, l'affetto implicito,

la critica tagliante, il controllo dell'integrità.

O con un significativo silenzio.

“L’inferno sono gli altri” (Jean Paul Sartre)


un post by : ProgVolution
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categorie: progvolution
mercoledì, giugno 10, 2009

from the blog at the Social Work

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categorie: future ring
sabato, maggio 23, 2009

Pure doggy style



02:36, 23 maggio, 2009


il tuo puro doggy style
è come la prima volta che senti sulle tue dita la Consistenza (esistenza)del tuo sperma .hai un lungo eco di piacere -assapori tutta l'intensa immensa vita e come in un trip la morte è già lì-Mistress Dark- :ci stiamo estinguendo-trasparenti come meduse sbattute sugli scogli -eppure dentro straripa il tuo immaginario la Visione indomita che ti attraversa ti piange ti concepisce ti partorisce e poi ti mostra la sua fine,il peso piuma,il fardello di piccole tenere ossa. e tu sei ancora un bambino. cammini su una gamba sola. continuano a credere che Lefty sia un nick-name- e invece.. MAI come ORA (in questo tuo inverno/inferno) è il nome che ti ha dato tua Madre.
with love&intensity from your *


HorsyTongueWOman
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giovedì, maggio 14, 2009

che soffre il troppo sentire.




a volte sono li alla finestra da cui sentinello il passeggiare della vita, lo scorrere lento, il mutare impercettibile delle ombre squadrate dei palazzi su altri palazzi. tutto passa io no. resto immobile, scolpita da un raggio d'eterno che s'impiglia nella mia fisicità. non mi muovo, io danzo tutto si muove, ma non risuona. ho un corpo pensante e una mente che soffre il troppo sentire. non credo che esista una vera cura alla follia, non credo che si possa smettere di essere divini. il disagio delle minoranze è questo: subire le altrui ristrettezze spirituali, le altrui occlusioni mentali, le altrui impossibilità. non le proprie. il problema di chi sente troppo è il troppo poco sentire dell'altro. (così, una sbirciatina e mi accoglie la vostra brezza... mi mancano queste "chiacchierate"...vado di monologhi ultimamente...)

vi abbraccio tutti e tre. non vi dimentico mai. ***

 vostra anje
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venerdì, aprile 17, 2009

la cura

La vera cura di Massimo Gramellini - 30/11/2008 Fonte: La Stampa


Spero di non sconvolgere nessuno rivelando che «La cura»
di Franco Battiato, giustamente considerata da tutti (anche da Celentano che l’ha appena inserita nel suo nuovo album) una delle più belle canzoni d’amore di ogni epoca, è dedicata a una persona che ciascuno di noi conosce o crede di conoscere piuttosto bene. Non esiste donna che, ascoltando i versi di quel capolavoro, non abbia sognato di incontrare un amante che, invece di parlarle affannosamente dei propri problemi, le sussurrasse protettivo all’orecchio: «Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale e io avrò cura di te». In effetti la canzone contiene una serie di promesse da far impallidire dieci campagne elettorali. Oltre a una serie di doni non irrilevanti che il protagonista si offre di portare in dote - il silenzio, la pazienza, le leggi del mondo - alla fortunata destinataria viene assicurato un servizio di pronto soccorso sui seguenti temi: paure, ipocondrie, turbamenti, ingiustizie, inganni, fallimenti, ossessioni, malattie e lotta all’invecchiamento. C’è da far innamorare di Battiato persino Berlusconi. Ma la verità, e magari per qualcuno sarà una sorpresa, è che in questa canzone l’artista catanese non si rivolge a una donna o a un altro essere umano, ma a colei a cui probabilmente già pensava Leonardo quando disegnò la Gioconda: la parte nascosta di se stesso. Perché solo chi riesce ad amarsi nel profondo, «superando le correnti gravitazionali», avrà poi la forza di scacciare l’egoismo
e di amare veramente il suo prossimo.


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categorie: la stampa
venerdì, aprile 10, 2009

HIDE the BODY but never HIDE the SOUL

HIDE the BODY but never HIDE the SOUL



Il contrario di un uomo limpido è
  l'acqua sporca di un fiume.
Il contrario del mare è una donna cieca.
Chi distrugge un ponte
 costruisce un precipizio.
Le cicatrici sono colpi di frusta
che non si dimenticano.
Così come certi baci.


Ci sono verità senza limite e
 ci sono terre che  inaridiscono
 senza la pioggia.
io ti amo oltre me stesso.
al di sopra di ogni ragionevole dubbio.

gli scorpioni luccicano alla luce della luna e
 poi sono nuovamente velenosi e oscuri.
ogni volta che ti muovi nell'ombra
 vibra la cartilagine delle mie ossa.



( da quella Frocia di donna Etienne ) chi l avrebbe mai detto *
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categorie: donaetienne
domenica, marzo 15, 2009

" 'U SOGNO CHI VULìA " the dream watcher

Fimmina incosciente e senza testa fui

quanno quattr'anni fa mi pigghiau ri scriviri

chiù ia avanti e chiù difficili mi parìa parrari ri mia...

ri mia... chi ci voli u vento chi ciucia

e ora muta sugnu

comu 'na fimmina di panza.

ricinu ca ci vonnu i sonnura pi campari

pi gghiri avanti 'ntra sta vita amara

ma sonnura iu 'u nnaju cchiù...

nnaju cchiù...

taliatilu stu panaru di stiddri in cruci 'ncapu u me lettu

chi pari chi ci spuntano rarici di sangu chi si movunu

l'acchiappanu e lu strinciunu tuttu

ma li me pinseri

l'aiu tutti rintra u stomacu

ciauriano di terra vagnata

di l'acqua du cielu.

rami d'aranciu chini di ciuri

setti figghie cùsunu u me letto

'ntra 'a stanza ra sposa vularu

rui usignoli chi puittaru l'avugghi di firenze

sugnu 'na sposa  turca

ca vucca china di spini di rose

rintra 'nu cuscino chi parìa fatto ri sita



'a notti è comu 'na fimmina chi paitturisci 'ncapo

a terra a matinata, Signuri meo

e sulu meu

a ttia m'addinocchio

tu chi mi manci

'u cori.

'u cori .



 

( from Duets with Caos )






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categorie: duets
martedì, marzo 10, 2009

golden years

No tesoro caro, non siamo invecchiati. C'è stato un periodo in cui tutto era alloro e beneficenza. Alloro perchè abbiamo vissuto un'epoca dorata, rivoluzionaria, incendiaria, abbiamo bevuto, fumato, scopato facendo delle nostre vite delle opere d'arte brillanti, nel senso che brillavano e brillano ancora nella memoria. Ma non ci siamo fermati. A distanza di anni possiamo dirlo, non ci siamo fermati. Abbiamo fatto beneficienza di noi, dei nostri corpi, ci siamo dati e sdati, ci siamo tolti tutte le soddisfazioni possibili (io ti ricordo con lo spogliarellista famelico che ti spompinava dietro al bancone, tu forse ti ricordi quando mi toglievo camicia e pantaloni verso l'ora di chiusura e facevo lapdance con le mutande contenitive e la canottiera della salute). Ci siamo amati e visti come due occhi attraverso un bicchiere pieno di whisky, abbiamo visto le nostre vere anime al buio, e forse abbiamo pensato insieme che quelle vite apparentemente pornografiche sembravano invece dei film di Myers--- Ma non siamo invecchiati, siamo andati avanti, sopravvivendo con tutte le nostre forze al crollo anatonomico del sistema capitalistico sfrutta-froci fiorentino. Meglio: abbiamo preso le nostre storie e ne abbiamo fatto parole, immagini, emozioni, abbiamo propagato il nostro inside nell'outside cybernetico, siamo stati così bravi da diventare qualcos'altro, qualcosa di forse più vicino a Dio
o a Satana, non so...

La mia homepage:  atarax


image by : finegarden
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categorie: atarax
domenica, marzo 08, 2009

the Fluffer / tired of beauty

               

Myra  Cornflakes ama molto la testa fluffer della sua sciamana -

loro due insieme sono come il brodo primordiale   

il big bang il gong  , il boom , il  boomerang , the  gang bang 


il baratro , l aratro  sono il bocciolo di tenere roselline

tremanti in fondo al giardino -


in certe notti color crema  si aprono come piccoli ventagli

di pasta frolla e si fanno mordere leggermente -  

ed hanno labbra rosso carminio e stillano

lacrime spermatiche oltre lo schermo

Si scopano da dietro negli ascensori
twin towers

un minuto appena  prima della bomba -    

radici profonde e reduci di guerra pieni zeppi d'eroina   

barcollanti in hide park nelle notti di lunghi coltelli e cristalli -

VISIONI di fenicotteri rosa divorano le loro menti


sono i perfetti gemelli

i freaks ,  i martiri  ,  i martini  ,   le arse al rogo le sveltine di coca

che ti frigge la mascella l'incanto del Titanic      

che si inabissa e la madre che allatta il figlio il fratello carezzevole

e l'oscura mistress col tacco dodici ,  

l'efebo biondo il giovane tadzio i ragazzi di borgata di pasolini e       

IL SANGUE di pasolini la ferita nel costato


il rimming dei cuori  il pudding della  nonna  

la nave e la neve e santo e' il loro amore-    

benedetto e senza carne

eppure vibra di tutti i sensi - dissennato e rigoroso-

devoto e schivo come una preghiera chiusa in gola.           

ebbri di meraviglia.   brividi/ ibridi d'amore.


                                   
( sono stanco   della bellezza ... della poesia , dell' arte , dell  ...







( a duet with Horsy )
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categorie: duets
sabato, febbraio 14, 2009

è lei quella troia





..la mattina presto in piena scimmia pulivo tutto il fornello con il cotone. schizzi di laudano bello marrone come cocacola cercavo come una pazza i vecchi cucchiai e le polveri nascoste nei giorni delle vacche grasse chiusa all'interno con piscio di gatti e gatti affamati le lenzuola sporche a galleggiare nella vasca da bagno mi sono iniettata filtri ribolliti mille volte incapace di trascinarmi fuori finiti i bei tempi dei pompini ai dottori finito il grasso tipo delle cinquantamila che ora diceva"non mi basta piu' guardarti bambina" e stavo come un cartoccio di bucce secche di mela tremante catatonika isterika avendo eccitazioni o visioni incubi epidermici spasmi e pensavo sbattero' la testa forte contro il muro e mi scoppiera' e mi faro' male e sanguinero' e finira' tutto questo ora tu mi hai fatto ricordare e dimenticare. non ho cercato questa storia. non ti ho chiesto di esserci. questa storia era scritta. e tu sei venuto. mi trovarono stesa per terra e poi mi fecero dormire per tanti giorni. io non ricordo. io non dimentico. SO CHE AL MIO RISVEGLIO ERO MALEDETTAMENTE SENSIBILE. come quando t'ho incontrato.
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sabato, febbraio 14, 2009

i n piena scimmia pulivo

..la mattina presto in piena scimmia pulivo tutto il fornello con il cotone. schizzi di laudano bello marrone come cocacola cercavo come una pazza i vecchi cucchiai e le polveri nascoste nei giorni delle vacche grasse chiusa all'interno con piscio di gatti e gatti affamati le lenzuola sporche a galleggiare nella vasca da bagno mi sono iniettata filtri ribolliti mille volte incapace di trascinarmi fuori finiti i bei tempi dei pompini ai dottori finito il grasso tipo delle cinquantamila che ora diceva"non mi basta piu' guardarti bambina" e stavo come un cartoccio di bucce secche di mela tremante catatonika isterika avendo eccitazioni o visioni incubi epidermici spasmi e pensavo sbattero' la testa forte contro il muro e mi scoppiera' e mi faro' male e sanguinero' e finira' tutto questo ora tu mi hai fatto ricordare e dimenticare. non ho cercato questa storia. non ti ho chiesto di esserci. questa storia era scritta. e tu sei venuto. mi trovarono stesa per terra e poi mi fecero dormire per tanti giorni. io non ricordo. io non dimentico. SO CHE AL MIO RISVEGLIO ERO MALEDETTAMENTE SENSIBILE. come quando t'ho incontrato.
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mercoledì, febbraio 11, 2009

SERIAL KILLER



Quando ti tiro fuori dallo stanzino tremi tutta e te la fai addosso. Urli, piangi, sbavi, implori aiuto, ma nessuno ti sente qui. Qui sono cazzi tuoi. Quando non la smetti di piangere mi saltano i nervi e ti lancio addosso la prima cosa che mi capita sottomano, una statuina di Hermes-Mercurio. Ho una buona mira, ti colpisco ad uno zigomo, urli, urli più forte, piangi, non la smetti. Mi fai pena, mi fai ridere. Ti dico che sei una zoccola, cadi al suolo, sanguini e mi fai incazzare, ti colpisco con un calcio nella pancia, poi un altro in faccia. Zoccola! Scoppio a ridere, non mi fermo più, tu singhiozzi, soffochi dal dolore ed io mi eccito, cazzo se mi eccito. Mi guardo allo specchio, indosso la mia maschera da coniglio, un coniglio bianco con i baffi lunghi. Mi dici che sono pazzo, sanguini, sono pazzo. Mi slaccio i pantaloni, ti piscio addosso. Non ce la fai più, non ce la faccio più. Domani sera ti faccio fuori.


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categorie: cenresing
martedì, gennaio 27, 2009

Lui e Lui e Lei ( SELF )

Lui ha cinque anni e adora bollire le carote, vederle lentamente cambiare di forma. La trasformazione lo affascina, da sempre. Come quella dei panni in lavatrice, che entrano sporchi, vengono travolti dal diluvio universale ed escono limpidi e redenti. È convinto che non debbano esistere differenze tra uomini e donne, solo tra amici e nemici. E crede fermamente che negli occhi di chi è innamorato si possano vedere pesci che nuotano felici. D'altra parte, non è forse vero che le lacrime sono salate e che l'amore è un sentimento grande come un oceano? Come quello per Noah, suo compagno d'asilo. E dove sta scritto che, solo perché tra le gambe hanno entrambi un ditino che spunta, non possono sposarsi, ma devono soltanto essere migliori amici? E perché invece i vermi possono essere maschi e femmine contemporaneamente? Poi, in un attimo, la scoperta del corpo che cambia travolge ogni cosa: è l'adolescenza, il tripudio degli ormoni, della scoperta, del sesso. Lui si iscrive al college, si masturba, studia, si masturba, finisce il college, si masturba ancora. Fino a una notte in Portogallo, durante un viaggio, quando compare lei e di colpo il mondo è diverso. Lei frequenta l'università, scrive racconti, viaggia, s'innamora. Lei è lui. Lui è lei.
Uguali. Diversi. Uniti. Distinti.
O forse entrambe le cose.
Fino al colpo di scena finale.

Self. Lui, e
Lui e  lei, o forse entrambe le cose

di Martel Yann

postato da: lefty333boy alle ore 21:32 | link | commenti (24) | commenti (24)
categorie: im reading now
sabato, gennaio 24, 2009

segni nascosti sotto l’alcool

 

digressione [deviazione dall’ordine del discorso,
richiede un’attenzione fluttuante, un estraniarsi per l’assenza di senso pieno e per l’intreccio alternato, disomogeneo; sottesa vi è la parola che non si può pronunciare] il segreto.

parlavi da solo in quella stanza di motel conversando con gli angeli, nudo, pazzo. jazz per tutta la stagione dimenticata del desiderio. musica sincopata. segni nascosti sotto l’alcool. angoli di fuga. cantavi il tuo amore con le unghie laccate di rosso, il corpetto nero e il pizzo sui seni gotici, il sorriso da ninfetta e il corpo di piume dell’uccello del paradiso. nei momenti sobri imitavi Foucault, Senaca invece delle benzo-diazepine; uscivi a pisciare contro l’albero del tiglio, sembravi un santo pieno di grazia rapito dal raggio lunare. lungo disteso sommerso dalle lattine e dai tappi di bottiglia, neppure i soldi per pagare il conto; ti coprirono con una brutta tenda, naylon a fiori, girasoli e papaveri rossi, se ne trovano nei motel dell’east-side-coast; lei venne col vestitino nero
(le donava una cifra, pareva una lucertola lucente) ma la tua anima beat era già oltre la barriera corallina. ci sono il noto e l’ignoto e in mezzo ci sono le porte.

[fotografia di A. Engstrom]

postato da: pitagox2 alle ore 10:29
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categorie: giuma
giovedì, gennaio 15, 2009

slow e motion

23:41, 08 gennaio, 2009



vedo movimenti in slow motion.

stazioni dei treni, graffiti, gallerie metropolitane piastrellate

bologna firenze roma londra sanfrancisco promontori irlandesi immaginati dentro un pub, lui che mi aspetta tra la neve con le braccia aperte e una bombetta calata sui capelli

scarpe a punta, borsette strette tra i seni

papponi col pizzetto, cessi sporchi pieni di numeri di telefono e poesie incredibili ,boschi, cuccioli di cinghiali, orti invernali senza frutti conigli presi per le orecchie bracciali indiani che scorrono avanti e indietro su polsi troppo magri lacci emostatici adolescenti, una goccia d'acqua accolta nella vecchia ferita sul retro del gomito

un gradino in pietra serena tu e lui seduti a dirvi cose, frementi come bambini



e molto..molto altro, *maghessamia...



Blogger: Anje







postato da: lefty333boy alle ore 22:39 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: ann g
mercoledì, gennaio 14, 2009

màlà carne

come un eterno turista

in un paese straniero infilzo

i giorni con spilli d'inchiostro

per tatuarmeli infondo ma tutto

scivola niente resta anche

il bilancio del mio cuore è smilzo:

appena incisi dolore e amore vaniscono

e cio' che resta é livido



Blogger: malacarne







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categorie: malacarne

Chi sono

Utente: siipaziente
una siniora?

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